Cisky's profileIMPENSATA SOGNATRICE.......PhotosBlogListsMore Tools Help

IMPENSATA SOGNATRICE..................perchè no!

SEGUI LA CHIMERA....................
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
More...
Benvenuto nel mio Spaces!
Please wait...
Sorry, the comment you entered is too long. Please shorten it.
You didn't enter anything. Please try again.
Sorry, we can't add your comment right now. Please try again later.
To add a comment, you need permission from your parent. Ask for permission
Your parent has turned off comments.
Sorry, we can't delete your comment right now. Please try again later.
You've exceeded the maximum number of comments that can be left in one day. Please try again in 24 hours.
Your account has had the ability to leave comments disabled because our systems indicate that you may be spamming other users. If you believe that your account has been disabled in error please contact Windows Live support.
Complete the security check below to finish leaving your comment.
The characters you type in the security check must match the characters in the picture or audio.
Cisky Ciskywrote:
NON SOFFERMARTI AL GENERE DI MUSICA MA ASCOLTA LA SUA VELATURA NON RESTARE A PENSARE PERCHè PROPRIO QUEL FILM VISITA IL BLOG LASCIA UN COMMENTO E POI SCAPPA ALTRIMENTI NON RIUSCIRAI PIù A FARNE A MENO.........MUCHACHA80
June 8
September 07

Discussione su che ora è?

 

Citazione

che ora è? Spettacolare ragazzi, cosa può inventarsi il sole osservate la foto e ditemi un particolare che trovate!!! Buona visione

Le altre foto sono publicate sul blog ciaooooooooooo


June 09

Premessa..........certo non può mancare!!!!!!

Avevo quattordici anni e decisi di andare a studiare a Roma io piccola adolescente di paese, chiusa sempre tra i miei affetti quotidiani, cresciuta in una piccolo paesino del centro Lazio pensai che fosse cosa giusta per me iniziare ad esplorare altre realtà come quella di una grande città, Roma.

colosseo

 Nacque tra me e Lei un incredibile complicità da lì a poco una dipendenza continua, tutto mi scaturiva curiosità, spazio, espresione, etnie, avvertivo che si sarebbe aperto un nuovo sipario dove la conduttrice del gioco ero proprio IO.
Gli anni della scuola, gli anni della spenzieratezza degli amori delle bugie dell'incoscienza dell'irresponsabilità quegl'anni transitori e fragili.
Ricordo ogni istante ogni giorno di quegl'anni passati ad assaporare la vita, Roma sotto la pioggia scaturisce un atmosfera sottile che suggerisce attenzione, io un artista in cerca di manifestazioni libere di pensiero.
 
Ciao a tutti mi presento sono Francesca e vengo dalla provincia di Viterbo eccolo il mio esordio al Sesto Liceo artistico di Roma, si molto patetica la presentazione ma sicuramente semplice e reale, senz'altro scaturì un sentito interesse da parte di tutti da lì capì che la strada da percorrere era flemmatica ma io così indifferente ha provocazioni avanzai per i miei intenti.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
June 07

CHIMERA

FANTASTICA SOGNATRICEDSCN0119
 
Chimera
E la storia di una ragazza che vuole assolutamente credere che questo mondo cambierà tratto da una storia vera.
 
 
 
Non ritornerà più quella spenzieratezza degli anni acerbi ma perchè smettere di osservare quel miraggio.
 
 
 
 
March 02

8 marzo nel nostro Mondo

8 marzo, la Festa della Donna

ottomarzo20

Per questo 8 Marzo Donatellaexpat ha preparato un lungo articolo, andando a vedere come si festeggia la festa della donna un po’ in tutto il mondo..... Ringraziamo tutte le persone che ci hanno mandato informazioni e segnalazioni, ma soprattutto ringraziamo Natalino Gasparini che ci ha permesso di usare le sue splendide foto di donne, che ci fanno viaggiare davvero in tutto il mondo!

L’8 Marzo, festa della donna, è diventato un’immancabile celebrazione nel nostro calendario. Una sorta di festa della mamma, del papà, con contenuti più ludici e consumistici, che di spessore. Ad ogni angolo della strada improvvisati venditori di mimosa soddisfano un’orda di maschi frettolosi, che sembrano ricordarsi solo quel giorno delle donne e di quanto possa esser bello donar loro un fiore. In quel giorno riceviamo un ciuffetto di mimosa dal collega d’ufficio, dal benzinaio, dal fruttivendolo... ma che senso ha questa mimosa? Da dove arriva questa usanza? Intanto c’è da dire che la scelta di questo fiore pare spetti proprio alle donne del nostro Paese, forse per via del suo aspetto così fragile e modesto, che richiama simbolicamente il passaggio dalle tenebre alla luce: emblema dunque di rinascita e di vittoria per noi che siamo “l’altra metà del cielo”. Ma se vogliamo parlare di storia allora diremo che in Italia la festa della donna è diventata una celebrazione regolare a partire dal 1946 e che le origini della festa dell’8 Marzo risalgono al lontano 1908, quando, a pochi giorni da questa data, a New York, le operaie dell’industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni di lavoro a cui erano sottoposte. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l’8 Marzo il proprietario, Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Fu lì che avvennero i terribili fatti che ci riconducono oggi all’8 Marzo: alla fabbrica venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all’interno morirono in modo atroce.  Fu successivamente che questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, da Rosa Luxemburg, proprio in ricordo della tragedia. Negli anni successivi questo triste accadimento diede il via ad una serie di celebrazioni che i primi tempi erano circoscritte agli Stati Uniti e avevano come unico scopo il tener vivo nella memoria il ricordo dell’orribile fine fatta dalle operaie morte nel rogo della fabbrica e fu solo più avanti, con il diffondersi ed il moltiplicarsi delle iniziative che vedevano come protagoniste le rivendicazioni femminili, che la data dell’8 Marzo assunse un’importanza mondiale, diventando, grazie alle associazioni femministe, il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli, ma anche il punto di partenza per il proprio riscatto.

Tornando a noi e ad oggi, e dopo aver ribadito che in Italia, nel secondo dopoguerra, la giornata internazionale della donna fu ripresa e rilanciata dall’UDI (Unione Donne Italiane), associando nel contempo alla data dell’8 marzo l’ormai tradizionale fiore della mimosa, mi piace ricordare che la suddetta giornata è stata istituzionalizzata anche dall’ONU, in ordine a vari crimini che si consumano nel mondo nei confronti della donna.

 

E qui non parliamo semplicemente di maschilismo, di pari opportunità per le donne o altre sacrosante rivendicazioni, ma di donne lapidate, stuprate, infibulate, usate come merce sessuale. Per non parlar poi di donne contagiate dall’AIDS, che mettono al mondo figli già segnati da un atroce destino. E di certo chi è espatriata, chi ha vissuto all’estero e con culture diverse dalla nostra occidentale, questo lo sa meglio di me. Ecco perché comincio a provare una certa avversione per l’8 Marzo. Non per il suo significato o per la sua intenzionalità, ma per come viene ora festeggiato. E’ vero che Movimenti di donne ed Istituzioni organizzano qui e là iniziative culturali, ma per molte donne la festa si riduce ad avere la serata libera per riversarsi in ristoranti e locali dove lo strip maschile pare sia l’unico riscatto alla nostra condizione di donne. Intendiamoci, nulla in contrario con le uscite tra donne, né il volersi divertire ad uno strip maschile - per quanto non mi emozioni al pari di quello femminile - ma fatto in quella giornata, e magari solo in quella e non in una qualsiasi giornata dell’anno, devo dire che a me mette un po’ di tristezza. Per non parlare poi degli uomini che “in quel giorno” ci guardano con benevolenza e ci “permettono”, con bonomia, di abbandonare il focolare per “liberarci”. Bella liberazione! Allora dico una cosa: quest’anno facciamo dell’8 Marzo una giornata della memoria, una giornata che abbia senso, e sventoliamo la nostra mimosa per tutte le donne calpestate, sottomesse, umiliate e ferite, nel corpo e nell’anima... e per la Sgrena, che di donne ferite ed offese ha sempre parlato per essere lei ora a subire. E festeggiamolo pensando a tutte le donne nel mondo, che come noi lo festeggiano. Ma mentre già conosciamo i rituali e i modi della celebrazione dell’8 marzo in Italia e nel resto dell’Europa, forse non sappiamo come si festeggia questa giornata al di fuori dei nostri confini.

Se ci spostiamo fuori dalla nostra Europa, per arrivare alla terra del Cremlino, ci accorgeremo che in Russia, così come in molti altri paesi dell’ex blocco sovietico, l’8 Marzo è preso molto seriamente, sicuramente per via della politica del governo comunista che ha sempre dato molta importanza alla posizione della donna nella società. E’ però più che altro una cerimonia ufficiale e molto formale a livello di Governo, ma non molto sentita dalla gente. Non ci sono manifestazioni spontanee né altri tipi di aggregazione, ma solo una cerimonia molto solenne a livello di governo.

 Sentitissimo è invece l’8 marzo in tutta l’AMERICA DEL SUD: a Quito, in Ecuador, ad esempio, c’è un parco dedicato alla donna, "El Parque de las Mujeres", dietro la Chiesa della Dolorosa, che per questa giornata vibra di iniziative culturali, spettacoli e movimenti. La giornata è però festeggiata in tutta la città, con eventi culturali di ogni tipo: film, spettacoli, mostre. I ristoranti offrono dei menù speciali, e negli uffici e in altri luoghi di lavoro si organizzano piccoli eventi per festeggiare: un brindisi, un regalino alle donne, l’offerta di fiori. In Colombia le donne si spingono anche più in là, e non ammettono gli uomini ai festeggiamenti! In ogni quartiere si riuniscono e organizzano la “pollada” (vendita di patate, tamales, pollo...), e usano i fondi raccolti per rafforzare le attività delle organizzazioni di donne. Parlando di organizzazioni di donne, non possiamo non menzionare l’attivismo delle donne in Perù: in particolare le associazioni Manuela Ramos e Flora Tristan l’8 marzo si danno davvero da fare per far passare alla donna un giorno speciale: lo scorso anno Barranco, il quartiere artistico di Lima, ha ospitato iniziative interessantissime dalle prime ore del mattino fino a notte inoltrata. Per il Brasile l’8 marzo di quest’anno assume un significato speciale perchè marca l’inizio dell’Anno della Donna in Brasile, che è stato addirittura istituito tramite legge federale! Il Cile invece si prepara al festeggiamento inaugurando 15 centri per l’accoglienza di donne maltrattate. Azioni un po’ meno concrete invece in CENTRO AMERICA, dove ci accorgiamo che nella Repubblica Dominicana le manifestazioni son generalmente mal viste, da qui il fatto che l’8 Marzo normalmente ci si accontenta di deporre dei fiori sull’altare dei "padri della patria", nella piazza dell’Indipendenza, e ci si auspica che con un po’ di fortuna possa almeno partire una ristretta manifestazione. A volte può succedere che la Segreteria delle Donne organizzi qualcosa di particolare, come quell’anno che fece concerti per tutta la città, organizzati da e per le donne. Si era però in epoca elettorale, perché diversamente non è facile che si possano organizzare cose tanto in grande. In Guatemala l’8 Marzo si festeggia perlopiù tra espatriati e in circoli ristretti. Un pensierino alle donne negli ambienti di lavoro e un augurio veloce, ma niente manifestazioni di piazza. L’Honduras ha addirittura un suo proprio giorno per festeggiare la donna, il 25 gennaio. L’8 marzo passa nel dimenticatoio...... Festeggiatissimo invece in Messico: quest’anno nella capitale sfileranno carri allegorici, e le donne sono invitate a mascherarsi con costumi che simbolizzino la presenza e la forza delle donne nel processo di ampliamento e nell’esercizio dei diritti in Messico. E cosa succede un po’ più a nord, negli STATI UNITI che ospitarono la tragedia che oggi commemoriamo? A New York il Code Pink Women for Peace organizza una serie di attività che vanno dal 6 all’8 Marzo. Quest’anno il 6 ci sarà un activist training camp al Barnard College, che durerà tutto il giorno. Per l’8 Marzo invece è prevista una manifestazione a favore dei diritti delle donne e per la pace, manifestazione che andrà da Times Square alle Nazioni Unite.

In QUEBEC invece l’8 Marzo assume sempre un carattere culturale. Anche se non viene festeggiato nelle strade, si hanno sempre delle conferenze, dei seminari, degli incontri culturali. La televisione e le stazioni radio, poi, trasmettono programmi speciali dedicati a temi legati alla condizione della donna.

Spostiamoci ora in AFRICA: l’8 marzo è festeggiato quantomeno nei paesi con una forte tradizione di donne in lotta: in Cameroon, ad esempio, le associazioni di donne organizzano dei festeggiamenti che durano tutta la settimana a cavallo dell’8 marzo, con vari eventi e iniziative artistiche e culturali. Anche lo Zimbabwe festeggia, con qualche manifestazione all’aperto, pur non avendo le donne grossi motivi per stare allegre: secondo l’Unifem (Fondo delle Nazioni Unite per lo Sviluppo della Donna) le donne costituiscono il 58% della comunità adulta sieropositiva nell’Africa Sub Sahariana, e lo Zimbabwe ha 780,000 orfani a causa dell’HIV/AIDS. In Kenya hanno invece deciso di promuovere una festa davvero vivace: calcio, pallavolo, lotta libera, tiro alla fune, corse e concorsi di danze tradizionali. Il Sudafrica invece approfitta della festa della donna per parlare una volta di più di un tema di scottante attualità: Le Donne e l’Aids. Una stazione radiofonica trasmetterà per tutto il giorno un programma in diretta su vari temi legati alle donne sieropositive e che vivono con l’AIDS. Ci si può ben immaginare però che i festeggiamenti della Giornata della Donna non siano che qualcosa di superficiale e altamente poco influente, come ci dice Monica, di ritorno dal Ruanda: “In Ruanda l’8 marzo si festeggia quasi “all’europea”, nel senso che gli uomini si sentono in dovere di essere un po’ più cordiali e magnanimi, e dimostrano la loro ampiezza di vedute tributando qualche attenzione in più ed elargendo qualche complimento alle donne. Il giorno dopo tutto ricomincia come prima, con le donne che provvedono a tirare avanti la baracca e i loro mariti che bevono birra di banana!”.

Anche l’austero Bahrein festeggia, con un seminario titolato: "La Condizione delle Donne Musulmane: Volontà Divina o Illusione Terrena?", organizzato dalla Società delle Donne del Bahrein e dalla Riffa Cultural Charity Society, e aperto a tutti.

E in ASIA, dove la donna non può certo vantare di spassarsela, come testimoniano le parole di Elena, un’espatriata italiana che vive a Bangkok, in Thailandia? “Sfortunatamente la donna in Thailandia non e’ affatto valorizzata, ma e’ spesso sfruttata. Mi e’ capitato di trovarmi a parlare con donne thai, che sono rimaste sconvolte dal fatto che il mio fidanzato mi aiuta con la spesa per esempio, o nelle faccende domestiche. Mi hanno detto che non si usa cosi’ nel loro paese. L’uomo e’ ancora considerato come padrone e la donna e’ al suo servizio. Se sposata si deve occupare anche della famiglia del marito oltre che della propria. E’ spesso vittima di violenza all’interno delle mura domestiche.

8 marzo

La donna thai appartenente alla piu’ bassa classe sociale, fa i lavori piu’ umili e piu’ pesanti ed e’ spesso meno pagata rispetto ad un uomo; per esempio lavora in cantiere per circa 12 ore al giorno mescolando il cemento con le mani e, a fine giornata, il suo salario e’ di soli 170-180 Bath, nemmeno 4 Euro! Nel caso voglia divorziare dal marito, la donna appartenente alla classe media, resterebbe sola con i figli da crescere, senza casa, senza soldi e non potra’ mai trovare un altro uomo perche’, essendo divorziata, sara’ sempre vista in modo negativo all’interno della societa’. L’uomo, d’altro canto, puo’ avere una moglie e diverse amanti. C’e’ un altissimo numero di donne che si prostituiscono, modo facile per fare soldi; tante sono anche costrette a vendersi soprattutto con turisti. Ma quello che piu’ mi fa male e’ che queste situazioni sopra citate sono considerate normali qui in Thailandia. Alle domande che rivolgevo alle donne locali circa queste situazioni, spesso mi rispondevano “mai pen rai” che significa “non importa, va bene lo stesso”. Ma lo pensavano veramente? Credo che ci vorra’ ancora molto tempo prima che la donna qui in Thailandia acquisti una giusta considerazione, giusto rispetto e giusto valore come dovrebbe essere”.

Forse proprio per questo in Asia l’8 marzo è molto sentito? In Indonesia è tutto un brulicare di feste, mostre di donne artiste, eventi culturali..... Le donne artiste e intellettuali si incontrano per dibattere, e per ricordare. Le riunioni hanno un carattere politico molto forte. Lo stesso dicasi per le Filippine: qui le donne sono molto forti, tra le più istruite di tutta l’Asia, e ben determinate a far sentire la loro voce. Anche in Vietnam, dove le donne sono importanti in quanto anche grande forza lavoro, dove c’è la Women Union che è un vero caposaldo della cultura comunista e dove il vicepresidente del Paese è una donna, l’8 Marzo si festeggia regalando dei bei mazzi di fiori a tutte le donne, le quali festeggiano anche sul luogo di lavoro portando delle cose da mangiare per stare tra loro in maniera conviviale.

Donatellaexpat

otto marzo


Pescara, Italia
febbraio 2005

January 13

!!!!!!!!!!!!!!!! Chissà!!!!!!!!!!!!!!!

Non so definire bene come sia strascoso l 'anno che se ne andato sicuramente non benissimo ma ne ho visti di peggio, per il nuovo anno vorrei occuparmi di qualcosa di buono, vorrei poter aiutare chi se la passa veramente male e poter non stare sempre a pensare a come far soldi a me basta quello che ho, mi sono state donate due mani con cui posso dipingere due occhi con cui posso vedere e due orecchie con cui posso sentire, e cosa voler di più i soldi la fama non sono tutto nella vita basta star bene con se stessi e con gli altri senza preggiudizi e credo proprio che farebbe bene a tutti ogni tanto fare qualche buona azione, che doversi pentire di non averla fatta.
 
Ecco le mie migliori ricette !!!!!!!!!!!!!!!
Photo 1 of 6
Photo 1 of 18